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  • Giulia Bernardinello

ATTACCHI DI PANICO

Aggiornato il: feb 25

È cambiata la tipologia di sofferenza psicologica ed anche la sintomatologia prevalente, per questo motivo la consulenza per fronteggiare gli attacchi di panico è molto frequente.


Li sigleremo con DAP, iniziando a comprimerli già dal nome. Essi sono il sintomo, non la malattia ed il terapeuta ha il responsabile compito di interpretarli . Sono numerosi gli approcci terapeutici ed altrettante le metodologie utilizzate.

L'attacco di panico si presenta come una situazione improvvisa e drammatica, che coinvolge mente e corpo, una sorta di black out, un corto circuito.


Le sensazioni che si provano a livello fisico sono molto simili:


- Tremore

- Nausea

- Vertigini

- Ipersudorazione

- Iperventilazione

- Formicolio

- Tachicardia

- Soffocamento

- Asfissia


Chi soffre di attacchi di panico dice di morire, perdere il controllo delle proprie azioni e di impazzire. Il tutto improvvisamente e senza preavviso.


E dopo cosa succede?


Solitamente si ricorre al pronto soccorso e successiva diagnosi: disturbo d’ansia o attacco di panico.


Ma facciamo chiarezza, che consiste per l’attacco di ansia nella consapevolezza di un malessere psicologico momentaneo, per l’attacco di panico, la paura è troppo forte e si teme per la propria vita.


C’è una stretta relazione fra attacco di panico e il trauma, spesso l’origine si trova nel passato. Allo stesso tempo stress e stanchezza sono fattori scatenanti. Infatti, qui ed ora non sono pericoli reali, ma possono essere riattivatori di eventi traumatici.


La vera guarigione è permessa con un approccio terapeutico consapevole di questa distinzione, che non si basa esclusivamente sull’episodio, ma giunge prima alla rielaborazione del motivo originario.


Ma perché siamo colpiti dai DAP?


C’è un momento della nostra vita in cui siamo assaliti da più preoccupazioni che ci fanno vivere attimi di tensione costante. La più grande paura è quella che possa riaccadere, ci si trova a fare i conti con questa probabilità. A volte si evitano i luoghi dove si pensa che possa ricapitare, si evitano le persone negative o al contrario, ci si circonda di quelle che condividono lo stesso problema e a volte si usa qualche farmaco.


Ma tu rivolgiti ad uno psicologo, perché è importante capirti, per renderti libero.

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