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  • Giulia Bernardinello

IPERSENSIBILITA’ - E’ UN DIFETTO O UN PREGIO?

“Abbiamo scoperto che le aree del cervello coinvolte con l’emozione e la consapevolezza, in particolare quelle aree connesse con i sentimenti empatici, nelle persone altamente sensibili hanno mostrato sostanzialmente un maggiore flusso di sangue nelle aree cerebrali interessate. Questa è la prova fisica che all’interno del cervello gli individui altamente sensibili rispondono maggiormente agli impulsi delle emozioni legate alle situazioni sociali, nel nostro caso sono bastate le immagini di volti felici o tristi”


Le ricerche sull’ipersensibilità nascono con Elaine Aron psicoterapeuta americana, nel 1986. Fornire una definizione universale dell’essere umano altamente sensibile è impossibile, dipende da soggetto a soggetto, ma ci sono caratteristiche principali che li accomunano.


L’ipersensibilità è una componente genetica caratteriale, non prevale in un genere specifico ed è una caratteristica presente sin dall’infanzia, per questo motivo, non è un disturbo, e a volte questo può creare confusione, se non si accetta questo aspetto di sé. Le persone sensibili connettono molto velocemente, è come se avessero un pensiero digitale e processassero associazioni di idee ad alta intensità. Una delle caratteristiche più comuni delle persone ipersensibili è il continuo desiderio di farsi carico dei problemi altrui. Colgono velocemente i bisogni che li circondano, sottovalutando i propri.

A volte, gli stimoli esterni li colpiscono più duramente, tanto da poter scambiare certe reazioni come ansia o paura.


Le persone altamente sensibili sono estremamente consapevoli delle proprie azioni, nonostante questa caratteristica li faccia essere presenti, e li renda grandi ascoltatori, a volte porta ad isolarli nei pensieri più profondi.


Le persone altamente sensibili possiedono una reattività emotiva senza dubbio superiore, ma quando sono le emozioni negative ad essere processate possono sovrastare

E’ bene ricordare che essere ipersensibili è un extra, che non può certo considerarsi uno svantaggio, ma è bene saperlo gestire, imparando ad ascoltarsi di più.

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