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  • Giulia Bernardinello

PLASTICITA’ GENERAZIONALE - AUGURI A TE PAPA’ DEL FUTURO

Capita a volte, che la figura paterna erroneamente passi in secondo piano rispetto a quella materna nella crescita del figlio. La madre viene socialmente associata al concetto di attaccamento, mentre il padre a quello di autonomia. Spesso le giovani neo-famiglie si domandano se il neonato riconosca la differenza di accudimento fra il ruolo paterno e quello materno, la risposta è si.


Fin da subito il neonato differenzia queste figure dall’odore, dalla voce, dalla pressione delle mani con cui lo sorreggono, dal calore differente ed infine dal corpo stesso. Tutto ciò è possibile se nelle prime settimane di vita tra padre e figlio c’è una connessione sul piano fisico, perché è questa la via di comunicazione principale nei primi mesi di vita.


Ma andiamo un pò più indietro, dove la biologia può aiutare e parliamo di plasticità generazionale. Questa sconosciuta, si presenta quando, “l’ambiente vissuto da un genitore influenza lo sviluppo della propria prole”. Esiste infatti, un meccanismo comunicativo interconnesso fra genitore (mittente) e figlio (ricevente), ancor prima che quest’ultimo nasca, analizzando il segnale ambientale ricevuto dal genitore e i suoi effetti sulle generazioni future.


Ancora, l’esposizione a condizioni ambientali sfavorevoli nella prima infanzia comportano a cambiamenti strutturali a lungo termine nell’essere umano, aumentando il rischio di disturbi comportamentali e riproduttivi in età avanzata. La scoperta più sorprendente è che tali effetti, si trasmettono non solo alla prole di prima generazione, ma possono essere trasmessi a più generazioni successive.


La paternità, infatti, è un fenomeno psicosociale dinamico, soggetto a continui cambiamenti, e per questo motivo errori di ieri possono essere successi di oggi.


Auguri ai papà del mondo

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